Visualizzazione post con etichetta sorellanza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sorellanza. Mostra tutti i post

lunedì 10 giugno 2013

Primo incontro di sorellanza

1° INCONTRO DI SORELLANZA "La vita di noi donne da difendere, la vita da reinventare" Quattro giorni di condivisione fra donne di diverse provenienze, origini ed età, per dialogare, conoscersi e vivere la sorellanza. Quattro giorni per interrogarci assieme sulla vita che vogliamo migliorare. Quattro giorni per ragionare su come intessere relazioni di solidarietà benefica fra donne e difenderci dalle offese maschiliste, dal patriarcato e dalla sua violenza. Conosceremo le nostre diverse esperienze di impegno, dall´Argentina all´Italia passando per la Spagna. Ogni giorno svolgeremo insieme un dialogo su un tema, mentre il resto della giornata potremo scegliere fra momenti di lettura, incontro con autrici, film, passeggiate... Ci accoglierà la splendida "Casa al Dono" nel bosco di Vallombrosa (FI), un luogo ideale per rilassarci e liberare insieme l'immaginazione di un presente e di un futuro da reinventare. Programma: 1 agosto: Arrivi e aperitivo di benvenute. 2 agosto: Genere primo. Dialogo con Sara Morace, autrice con Dario Renzi de L’origine femminile dell’umanità, Prospettiva edizioni 2012, e tra le principali ispiratrici della Corrente di pensiero Utopia socialista. Serata musicale: Daniela Nossa interpreta cantautrici pop rock. 3 agosto: Sorellanza e libertà. Dialogo a più voci. 4 agosto: Affermare e difendere la vita, il nostro impegno contro la violenza patriarcale. Confronto tra esperienze. Festa di saluto nella corte della Casa. Si svolgeranno inoltre incontri con: Círculos de Amigas Feministas di Buenos Aires “Comenzando a construir hermandad entre mujeres en la Argentina”; Ivana Trevisani autrice con Leila Ben Salah di Ferite di parole, le donne arabe in rivoluzione, Poiesis editrice 2013; Luciana Tufani direttora della rivista Leggere Donna; altri ancora sono in programma. Prime realtà promotrici: Coordinamento Dipende Da noi Donne (Ita) Circulo de Amigas Feministas (Buenos Aires) Colectivo Feminista revolucionario (Madrid) Collettivo sorellanza e libertà Maripose (Genova) Collettivo sorellanza e libertà (Palermo) Colectivo Feminista revolucionario y libertario (Barcelona) Per informazioni e prenotazioni in Italia: dipendedanoidonne@libero.it Qui trovi il volantino in italiano e Qui il volantino in spagnolo in entrambi trovi maggiori informazioni su possibilità di pernottamento e costi, oltre ai contatti telefonici e le indicazioni su come arrivare. Scarica la scheda di iscrizione.

sabato 23 luglio 2011

Cara Piera le scrivo

Carissima Piera,
conosco la sua storia e quella di Rita ma grazie al sito dell'associazione dedicata a lei,
ho avuto il piacere e l'onore di leggere le pagine di diario di questa giovane creatura,
devo dire che non mi sono sentita semplice spettatrice di ciò che è successo,
mi sono sentita chiamata in causa,
è vero quanto scritto da Rita,
''la mafia siamo noi, occorre fare un esame di coscienza''

il solo semplice fatto di dire
''e io che posso fare?''
è un atto di codardia.

Faccio parte di un collettivo di giovani donne, a Palermo, la chiamiamo Sorellanza.
Ci impegniamo giorno per giorno per costruire un'identità femminile, confrontandoci con altre donne,
coinvolgendole nelle varie attività culturali che organizziamo,
sostenendoci a vicenda, valorizzando le nostre potenzialità per metterle al servizio delle altre, io per esempio scrivo.
Sono molto legata alla mia famiglia e mi piace scrivere delle loro esperienze.

Il tema della giustizia sociale mi è molto caro e sono convintissima che ognuno nel nostro piccolo possa fare qualcosa.
Scrivere, rendere testimonianza, tramandare è importantissimo.
Quando ho scritto un saggio su Peppino Impastato mi sono sentita coinvolta emotivamente
ma anche intellettualmente perchè su Peppino si scrive tanto ed è stato difficile
rileggere la storia di Peppino in un modo diverso.
Ci ho provato, grazie all'aiuto del Centro Impastato e le loro documentazioni.

Adesso stavo pensando a come sia possibile rileggere la storia di Rita, la sua storia.

Rita si è ribellata ad un sistema mafioso che era interno alla sua famiglia
come lo era in quella di Peppino
solo che Felicia era diversa da Giovanna.. Giovanni era diverso da Nicola,
mi chiedo com'era Giovanna? è vera la storia che ruppe la lapide di sua figlia?
Io davvero stento a crederci.
Mi sento male a pensarci.
Penso che raccontare di lei e Rita non sia solo raccontare una storia di denuncia ,di legalità,
di eroine, (non ci credo alle eroine)
la vedo soprattutto come una storia di solidarietà tra donne,
è una storia anche sulla solitudine che ha provato Rita, sul senso di abbandono.
Di lei e di Rita si scrive poco e pochi sanno com'è andata veramente.
Le sarei grata se mi raccontasse di Rita, di lei e se vorrà vorrei farle anche qualche domanda.


Scusi se mi sono dilungata troppo.
Un abbraccio solidale e sincero.
Rosalba

Articolo su Rita Atria

domenica 24 aprile 2011

Vocazione alla felicità.

Dopo una lunga giornata trascorsa fuori casa, due ragazze, probabilmente sorelle, si ritrovano in camera loro; sono distese ognuna sul proprio letto. Dopo attimi intervallati da sospiri e sbadigli si voltano l’una verso l’altra, si guardano in viso e ridono, prima piano, poi sempre più forte fino a ridere a crepapelle.

Le due sorelle non ridono per qualcosa di concreto, il loro riso non ha oggetto, il fatto di esserci provoca gioia: l’essere che gioisce perché “è”.

Questo è l’incipit del “manifesto della gioia”, scritto da Annie Leclerc, una filosofa e militante femminista francese. La jouissance, che è dolce, onnipresente e continua. Per la donna, tutto è un piacere: anche mangiare, bere, orinare, defecare, toccare, udire, o semplicemente esserci.

Vivere significa farsi sentire, far valere le proprie motivazioni, manifestare, rivendicare un’autentica libertà.

Màrgara Russotto, scrittrice palermitana di nascita, venezuelana di adozione, nella sua poesia Tra tutte quelle che sono denuncia gli abusi dell’interpretazione del patriarca che vorrebbe controllare il discorso della donna, fermare il suo desiderio, frenare il riso senza motivo, regolamentare la sua identità a piacimento, avere il controllo del suo corpo.

Riconoscere gli abusi per combatterli, promuovere coscienza, consapevolezza del proprio genere: questo è l’obiettivo primario del collettivo di Sorellanza e libertà, nato a Palermo lo scorso 27 novembre.

Il gruppo nasce dal bisogno di creare una rete di relazioni di vicinanza e collaborazione che permetta ad ognuna di riflettere sulla situazione personale ma anche generale della condizione femminile. Punta a maturare tra i suoi membri un’identità femminile, riconoscerne i limiti e individuare le potenzialità; scoprire i diversi modi di essere donne, cercare di far convergere le diversità nel primo timido obiettivo di stare bene insieme, di sentirsi bene con se stesse.

È fondamentale mettersi in discussione, sforzarsi di comunicare, di condividere, abbandonando la competizione estetica, intellettiva, economica o di altra natura, che troppo spesso non permette uno scambio reciproco.

Io sono ciò che sono in virtù di ciò che sono gli altri: è quanto afferma l’ideologia africana dell’ubuntu, che si focalizza sulla lealtà e sulle relazioni reciproche delle persone.

Il collettivo è soprattutto luogo di crescita personale, perciò invito tutte le ragazze che sono interessate e curiose a conoscere il progetto di partecipare alle riunioni, che si tengono una volta alla settimana in via Principe di Belmonte, al numero civico 47, di fronte a Piazza Ignazio Florio.

Palermo rincalca le orme tracciate dal collettivo Maripose di Genova, con la speranza che altre città italiane rispondano alla chiamata.

Un sano riscontro tra donne permette un migliore approccio con l’altro sesso, che spesso ci intimidisce e viene a sua volta intimidito a causa della diversità di sentire il mondo.

Virginia Woolf quando scrisse “Orlando” – A biography – insisteva sul fatto che l’essere umano è essenzialmente androgino, in ogni persona convivono una parte maschile e una femminile, entrambe da esplorare con naturalezza. Sta a noi interpretare il messaggio.

L’essere umano ha una vocazione alla felicità, solo attraverso la comprensione e la collaborazione reciproca dei sessi può sperare di raggiungerla.

Bibliografia:

Il diario intimo di Suor Juana, Poema apocrifo, Màrgara Russotto.

Care ragazze, un promemoria, Vittoria Franco.

Una stanza tutta per sé, Virginia Woolf.

Orlando, Virginia Woolf.

Con voce di donna, Etica e formazione della personalità, Carol Gilligan.http://www.blogger.com/img/blank.gif

Il potere di unire, Femminile, desiderio, cura, Elena Pulcini.

Melanie Klein, La madre, la follia Kristeva Julia

Etica della differenza sessuale, Lucy Irigaray

La democrazia comincia a due, Lucy Irigaray

Vita activa, La condizione umana, Hannah Arendt.

Pubblicato originariamente
su Die Brucke
.